Copenhagen, aprile 2023 — Il 19, 20 e 21 aprile 2023 l’Università di Copenhagen ha ospitato il XIX Seminario sulla cura e la conservazione dei manoscritti. L’incontro ha visto la partecipazione di colleghi da tutto il mondo, restauratori, ricercatori e studenti, uniti dall’interesse comune per una materia ampia, quanto complessa. Il programma ha incluso interventi di studio codicologico, analisi diagnostiche, innovazioni nel campo della conservazione e del restauro.


In questa occasione, insieme alla Tibetologa dott.ssa Michela Clemente, Federica Delia ha potuto presentare una ricerca, alla quale si dedicano insieme da anni con passione.
La presentazione ha illustrato la ricerca di nuovi approcci al restauro dei libri tibetani. In particolare, il progetto è dedicato a due manoscritti frammentari del fondo Tucci Tibetano conservati presso la Biblioteca IsIAO. Il fondo è ospitato presso la Sala delle collezioni africane e orientali della Biblioteca nazionale centrale di Roma (BNCR). La sua gestione è affidata all’Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente (ISMEO).
Preziosa è la collaborazione del dott. Filippo Lunardo, ricercatore presso Sapienza Università di Roma ed esperto di storia dell’arte tibetana, per lo studio delle miniature. Il dott. Mauro Missori, fisico presso il Cnr e Sapienza Università di Roma coordina invece le analisi diagnostiche sui due manoscritti. La supervisione del progetto è a cura della dott.ssa Silvia Sotgiu, restauratrice responsabile dell’Ufficio tutela e conservazione della BNCR.
Federica e Michela hanno intrapreso la ricerca con lo scopo di identificare le materie prime impiegate. Successivamente, hanno selezionato alcune fibre himalayane specifiche e hanno iniziato una sperimentazione per la produzione di carta da impiegare nel restauro dei libri tibetani. La sperimentazione si sta svolgendo presso il laboratorio dell’Accademia di belle arti di Roma. Il lavoro di produzione manuale della carta coinvolge due specialisti di tecnologia della carta: la dott.ssa Elena Bordacconi e il dott. Giacomo Mafrici.




